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26-lug-2009 | in Beppe nel Pd?
Mi spiace Beppe, ma non sono d'accordo

18-lug-2009 | in Beppe nel Pd? Successo a metà, ma il Pd continua a scivolare

15-lug-2009 | in Beppe nel Pd? Lo Statuto ferma Grillo segretario? Pare di si

13-lug-2009 | in Beppe nel Pd? Beppe Grillo si candida alla segreteria del PD

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Nelle pagine dell'Archivio troverete numerosi articoli sulle principali notizie di attualità raccolte durante alcuni mesi del 2009. Le notizie vengono raccontate di mese in mese, divise per categoria (Economia, Politica, Ambiente, Processi, Varie) e sono accompagnate da molti link alle fonti utilizzate (Ansa.it, Giornale.it, Repubblica.it, Parlamento.it...).

Ad oggi il sito viene aggiornato saltuariamente.

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Lo Statuto ferma Grillo segretario? Pare di si

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Beppe Grillo si candida alla segreteria del PD

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Berlusconi a cena in Consulta

Beppe grillo candidato alla segreteria del Pd

In questa pagina troverete una raccolta degli articoli dedicati alla mossa shock di Beppe Grillo. Scorrete la pagina per vedere gli articoli più vecchi, oppure cliccate sui link qui a destra.

 

Passaparola – l’appuntamento settimanale di Travaglio sul blog di Grillo – si occupa questa volta del Partito Democratico. La maggior parte dell’intervento ripercorre la storia degli organi interni del partito (già ad Annozero; youtube 8’) e gli scandali dei tesseramenti anomali, praticato dagli allora Ds e Margherita in alcuni comuni. La conclusione è dedicata a W. Veltroni – reduce da un infelice elogio a Craxi – che si sarebbe messo a lavorare su una legge sul conflitto d’interessi. Grandi risate. Niente da ridire su questo.

La mia critica è rivolta alla parte iniziale, dal nome Lo statuto del PD, che contiene la prima versione articolata dell’opinione di Travaglio sulla vicenda. L’articolo pubblicato il 15 luglio su antefatto.it (Molto partito, poco democratico) è molto carino, ma non lascia capire nulla a riguardo. Travaglio cita un articolo di P. Flores D’Arcais su Micromega in cui il direttore spiega come la norma in questione (art 2 comma 8 dello Statuto) non dica nulla contro il tesseramento di Grillo. Travaglio concorda (e parte la storia dei congressi del PD); tutti concordiamo. Ma... C’è un ma.

Travaglio non ha mai letto lo Statuto del Pd, o almeno non lo dà a vedere. Non posso pronunciarmi sulla parte che segue, ma questa analisi della questione Grillo-Pd appare un po’ superficiale. Badate, secondo me la tessera a Beppe avrebbero dovuto darla, ma non è questo il mio punto. Il punto è che sulla questione, in quell’occasione, Travaglio si sarebbe dovuto astenere. O almeno fare un’analisi un po' più obbiettiva.

Se lo Statuto del PD dice effettivamente che Grillo non si poteva candidare, non è colpa di nessuno. Ma vorrebbe dire che Grillo, presentandosi alle porte del Pd, ha preteso a gran voce qualcosa che non gli spettava. L’Italia è una repubblica burocratica, ma non per questo accoglierei volentieri uno che si volesse candidare alle elezioni politiche oltre i termini stabiliti.

Per di più siamo grillini. Travaglio: ”[...] come può definirsi democratico un partito che non rispetta neanche lo statuto che si è dato, ciascuno può darsi lo statuto che vuole, può escludere l’iscrizione dei cittadini con i capelli biondi, può escludere quelli alti meno di un metro e mezzo, che ne so, può fare quello che vuole, l’importante è che una volta stabilito quello che si deve fare, poi questo qualcosa valga per tutti e non soltanto per qualcuno!”.

E allora, mi chiedo, perché dovremmo volere che il Pd lo violi ammettendo Beppe Grillo come candidato?

Questa dovrebbe essere l'ultima raccolta di articoli sull'argomento. Ad oggi non ho trovato una risposta esauriente che mi convincesse della legittimità della candidatura di Grillo.

Rispondo ad Anonimo, 24 luglio. Il comma al quale faccio riferimento nel commento al Passaparola è pubblicato sotto.

26-lug-2009 | in Beppe nel Pd? Commenta

Mi spiace Beppe, ma non sono d’accordo

Caro Beppe & Staff,

sono l’ennesimo tuo sostenitore che ti scrive– nella flebile speranza che qualcuno dello staff lo noti nel mucchio – e lo faccio per spiegarti come mai non condivido la tua iniziativa di candidarti alla segreteria del PD. In questi giorni ho seguito molto la vicenda, e frequentato la rete più di quanto sia consigliabile. E ne ho tratto un certo sconforto. Proprio per la stima nei tuoi confronti e le speranze che ripongo in tutti coloro che condividono le tue battaglie (sono uno dei 2800 di Firenze), spero che tu faccia un passo indietro, aiutando tutti noi a farlo. Tra un pò la pubblicherò sul mio sito, intanto te la spedisco così com’è. In allegato il file doc.

Il torto originale.  Il 12 luglio fai sapere dal tuo blog che intendi candidarti alla Segreteria del Partito Democratico, che eleggerà il 25 ottobre il successore di Franceschini. E lo fai con un post in cui riassumi le tue opinioni critiche nei confronti del PD, e lanci come programma la Carta di Firenze e l’iniziativa Parlamento Pulito. “Dovremo cominciare a chiamarla onorevole, segretario?”. ”No no, no. Questo è un vaso comunicante; travasiamo un po’ di cittadini dentro la politica. Sono vasi comunicanti, riempiamo un vuoto [..]” (SkyTg24 video 3’). Parlando del tuo primo tentativo di tesseramento, poi naufragato perché hai chiesto la tessera in Sardegna (dove eri in vacanza), dici “poi se troveranno che il terzo comma del quarto regolamento del quinto paragrafo (bis) del loro regolamento – che io me lo son letto tutto,   le garantisco, non esiste – ne pagheranno le conseguenze”. In linea di principio sono d’accordo, ma il punto è che puoi aver letto il regolamento ma dimostri di non conoscere lo Statuto (o di non curarti della differenza tra le due cose). Se così fosse, questa frase andrebbe cancellata, semplicemente perché infondata, dal dibattito sull’argomento. L’articolo 9 comma 3 dello Statuto è chiarissimo nell’escluderti dalla carica di segretario. E non perché tu sia Beppe, ma – come ti ha giustamente scritto la Serracchiani – perché non eri iscritto al partito al momento della convocazione del Congresso, avvenuta il 26 giugno 2009. Tutto qui.

Ogni obiezione sul “partito burocratico” che non tenga in considerazione la bontà di quel comma, la sua sensatezza, rischia di diventare propaganda. I Grillini si battono per il rispetto delle regole e dei regolamenti, compresi gli Statuti. Punto.

E tu che non eri candidabile lo sapevi, e se non lo sapevi avresti dovuto informarti meglio. Non puoi candidarti ad una gara all’ultimo e pretendere di giocarla con le tue regole. E’ il loro partito, non il nostro. Io non lo voto, non lo sostengo, non ne riconosco il possesso. Non dovresti farlo neanche tu, e soprattutto non dovresti incitare quelli che ti sostengono a credere che il PD è cattivo anche perché non ti vuole come segretario. Che diritto abbiamo? Te lo dico perché, se fossi un piddino, anche a leggere tutto quello che hai scritto e detto, non potrei che sentirmi preso per il culo.

La maggior parte delle risposte sul blog a queste osservazioni sono del tipo “ma vai via con il comma x articolo y! troll...!” e così via. Il torto è torto. Ora se non lo vede chi lo commette è una cosa, ma se migliaia di persone prendono quell’errore e lo usano per portare avanti la loro (giusta) causa, lo amplificano. Mi aspetterei su questo più umiltà, in primo luogo da te.

Il torto acquisito.  Quando si ha ragione, si ammettono i propri torti; altrimenti si passa immancabilmente dalla parte del torto. E l’errore aumenta. Se la Commissione avesse accettato il tuo tesseramento, precludendo solo la carica di Segretario (e di membro dell’Assemblea nazionale, sempre a norma...), avresti ammesso di aver sbagliato? Di aver chiesto una cosa della quale non avevi il diritto? La tessera avrebbero dovuto dartela, siamo d’accordo, ma niente di più. E il torto sarebbe stato tutto loro. E’ il torto da te maturato in questi giorni (8) che mi porta ad un giudizio così critico. *

Non credo che la tua mossa – soprattutto se non quasi esclusivamente per come l’hai portata avanti – abbia avvicinato gli elettori del PD. Quale che fosse l’intento, ha contribuito a creare un nuovo fronte, e del tipo peggiore: grillini e piddini, gente qualunque, ciascuno a difendere il proprio “apparato” e a negare i limiti delle proprie ragioni. La colpa di questo è principalmente nostra; ma noi, colpevolmente, guardiamo a te.

Il fine conta.   Dove volevi arrivare candidandoti? Dove da tesserato? Domande senza risposta. ILGIORNALE del 13 luglio dà ampio spazio alla notizia. Per fare due esempi: Il cavallo di Troia”(F. Facci) e RETROSCENA Dietro la candidatura i guru di Di PIetro. Ora, io non sono solito leggere il Giornale con troppa serietà, soprattutto il “biondino”, ma ci si possono trovare delle cose interessanti. “E’ (la candidatura)una mossa per favorire politicamente Di Pietro e danneggiare il PD?”. “Ridicolo!” Possibile, ma non basta che sia ridicolo, deve anche apparirlo. Tu dici, ma non lo spieghi, che vuoi solo fare il vaso comunicante, e su questo siamo d’accordo, ma il tuo è stato un arrembaggio! Chi si fida ti segue; ma non fai molto per chi, non fidandosi, ha l’impressione che tu parli contro di loro, invece che contro la dirigenza. Insomma, se anche Il Giornale può porre una questione interessante, vuol dire che c’è qualcosa da chiarire. **

 

Ps: mi sentirei una carogna (dopo avertene dete tante) a non ringraziarti dello spazio che ti occupo sul blog.

 

Con stima e affetto

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Richiesta di iscrizione al Pd di Giuseppe Grillo


- Al Presidente della Commissione regionale di Garanzia PD - Sardegna
e p.c.:

- ai responsabili nazionali del Partito Democratico
- all'Ufficio stampa del Partito Democratico
- al Segretario dell'Unione regionale PD della Sardegna
- al Segretario dell'Unione regionale PD della Liguria
- al Presidente della Commissione regionale di Garanzia PD - Liguria

La Commissione nazionale di Garanzia, riunita in Roma il 14 luglio 2009, ha esaminato la richiesta inoltrata dalla Commissione di garanzia dell’Unione regionale PD della Sardegna in ordine alla richiesta di iscrizione al Partito Democratico di Giuseppe Grillo, detto Beppe.

Preso atto che:

- Beppe Grillo ha presentato domanda di iscrizione al coordinatore del circolo PD di Arzachena, Andrea Filippeddu, il quale, pur ricevendo sedici euro per la quota associativa, ha comunicato al richiedente di non poter perfezionare l’iscrizione e conseguentemente consegnare la tessera non essendo Beppe Grillo residente nel territorio del circolo, requisito questo previsto dallo Statuto e dal Regolamento del tesseramento;

- la Commissione regionale di Garanzia ha ritenuto all’unanimità che per i suddetti motivi non è possibile accettare la richiesta di iscrizione di Beppe Grillo al circolo di Arzachena e ha disposto di conseguenza la restituzione della quota versata;

- la stessa Commissione ha ritenuto di rimettere alla Commissione nazionale la decisione se Beppe Grillo possa comunque iscriversi al PD “stanti le sue dichiarazioni contro il Partito e la promozione di liste alternative allo stesso PD”,

- sulla base dei costanti precedenti, la Commissione nazionale di Garanzia è pervenuta unanime alle sottoriportate conclusioni.

Con riferimento all’ammissibilità della candidatura di Beppe Grillo al Partito Democratico, occorre dapprima rimarcare che lo Statuto presuppone e implicitamente afferma che lo stesso PD può trovare unicamente motivo di crescita e arricchimento nello sviluppo al suo interno di una autentica dialettica fra opinioni differenti e di un vero pluralismo nel concorrere alla formazione degli organi dirigenti del partito stesso. È compito specifico della Commissione nazionale, inoltre, garantire che venga assicurato a tutti il pieno esercizio del diritto di critica in ordine alle diverse opzioni politiche riconducibili agli ideali ed ai valori difesi e sostenuti dal Partito Democratico.

Tutto questo, però, deve rimanere all’interno del principio - proprio non solamente del PD, ma di ogni partito - che impedisce di accettare al suo interno soggetti che militano contemporaneamente in più movimenti e forze politiche, in particolare quando tali formazioni siano alternative o in concorrenza politica ed elettorale diretta con lo stesso PD. Come pure di forze che abbiano nel proprio programma quello di contraddire il concetto stesso di partito, quale associazione tra soggetti che mirano a realizzare il medesimo fine ideale, o addirittura abbiano di mira la sua destrutturazione.

Chi si iscrive a un partito - specie se aspira a ricoprire all’interno di esso una carica rappresentativa - deve pertanto mostrare di voler aderire ad esso non già in modo strumentale e/o al fine di generare un caso mediatico, ma condividendone esplicitamente il progetto, pur attraverso programmi e proposte concrete che possono differire da quelle sostenute dagli altri candidati o iscritti.

Ciò trova conferma ed esplicitazione nelle disposizioni statutarie che prevedono che l’iscritto sottoscriva, all’atto dell’adesione, il manifesto dei valori, lo statuto ed il codice etico, esplicitando in tal modo la piena adesione ai principi contenuti negli stessi.

Ebbene, Beppe Grillo ha promosso in numerosi comuni del territorio nazionale la costituzione di liste che si sono presentate, in occasione delle ultime elezioni amministrative, con il suo nome in posizione contrapposta a quella dei candidati e delle liste riconducibili al Partito Democratico. Egli ha anche più volte palesato la propria contrapposizione alle idee e ai valori del Partito Democratico.

Se ne deduce, quindi, non solamente l’appartenenza di Beppe Grillo ad una formazione politica diversa (e contrapposta) al PD, ma il fatto che egli è l’esponente più rappresentativo della medesima formazione politica.

Tutto ciò, sulla base di quanto previsto, fra l’altro, dall’art. 2 comma 5, 6 e 8 dello Statuto, determina l’impossibilità di iscrivere Beppe Grillo nell’Anagrafe degli iscritti al Partito Democratico.

Firmato:
La Commissione nazionale di Garanzia
pd.it
18-lug-2009 | in Beppe nel Pd? | Commenta

Successo a metà, ma il Pd continua a scivolare

Tessera n. 40 . IL 17 luglio un circolo campano conferisce a Beppe Grillo la tessera del Partito Democratico, in contrasto con la decisione della Commissione nazionale di garanzia anticipata il 15 luglio (repubblica17lug); secondo i vertici il tesseramento è privo di valore in quanto non autorizzato. A repubblica.tv, Andrea Forgioni, presidente del circolo in questione, spiega il perchè del suo gest (altre interviste di Martinelli e Informazionedalbasso). Grillo, da parte sua, punta alle 2000 firme e a parlare al congresso, se non da candidato, almeno da tesserato. L'ambizione è tuttavia frenata dalla dura reazione dei vertici, che vogliono negare a Beppe anche la tessera (con la quale potrebbe concorrere per diventare delegato locale, e guadagnare la parola al congresso).

Parla la Commissione di Garanzia . Lo stesso giorno viene pubblicata la motivazione della Commissione nazionale di Garanzia sul respingimento della richiesta di tesseramento di Grillo (vedi la colonna a fianco). E fa acqua, sia nella forma che nella sostanza.

Nella forma perchè alla pagina Commissione di Garanzia - organo, nominato dalla Direzione Nazionale, che ha l'ultima parola su molte cose  -  sul sito del Pd, non compare neanche l'elenco dei membri. Solo un contatto, il segretario Giampietro Sestini, e una mail di yahoo. E' il post di Beppe 17.07.09 Comitato di Garanzia del PDmenoelle che fa sapere chi ne fa parte.

Nella sostanza perchè, come ho scritto nell'articolo precedente, si spinge troppo in la nell'interpretare il proprio Statuto. E fa il tonfo. La decisione non è così assurda: un Grillo tesserato potrebbe correre per una carica di delegato locale, che gli permetterebbe di partecipare al congresso. Ma per le opinioni voglio scrivere un articolo a parte. Questi i punti

Commissione 1) "Beppe Grillo ha promosso in numerosi comuni del territorio nazionale la costituzione di liste che si sono presentate, in occasione delle ultime elezioni amministrative, con il suo nome in posizione contrapposta a quella dei candidati e delle liste riconducibili al Partito Democratico."
Commissione 2)Il Pd non può "accettare al suo interno soggetti che militano contemporaneamente in più movimenti e forze politiche, in particolare quando tali formazioni siano alternative o in concorrenza politica ed elettorale diretta con lo stesso PD." Quanto a Grillo, " è l’esponente più rappresentativo della medesima formazione politica." Il tutto a norma dei commi 5, 6 e 8 Art. 2 dello Statuto del Pd

Risposta) Come potete vedere passando il mouse sui numeri, il parla dei diritti degli iscritti, e non si capisce cosa c'entri. Mi è venuto in mente solo che possa indicare i diritti che la Commissione non vuole che Beppe acquisisca. Nel su raggiunge il colmo: "Tutti gli elettori e le elettrici del Partito Democratico hanno il dovere di: a) favorire l’ampliamento dei consensi verso il partito negli ambienti sociali in cui sono inseriti." Non i tesserati! GLi elettori! Cioè, secondo lo Statuto delPd, gli elettori hanno il dovere di promuovere il consenso del partito. Se votano Pd devono preoccuparsi del consenso del partito che votano. Comma scritto con i piedi.


Il è chiarissimo sugli iscritti ad altri partiti - e su questo saremo tutti d'accordo  -  ma è meno chiaro sulle persone che "aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi." La lettura più logica, suggerisce che non si possano tesserare coloro che, anche se da non iscritti, siano stati eletti in organi istituzionali come rappresentanti di altri partiti. Ad esempio De Magistris è stati eletto per l'Italia dei Valori e non è un tesserato IdV. Secondo questa lettura, lui non potrebbe prendere la tessera. Non ci vedrei niente di male, ma la Commissione preferisce andare oltre e fare un misto dei 2 motivi (antagonismo e militanza).

POST su Beppegrillo.it : 12.07.09 Beppe Grillo candidato alla segreteria del PD;  13.07.09 Ricettatori di Stato; 14.07.09 Grillo168 - Il PD al capolinea; 15.07.09 "Movimento Politico Ostile"; 16.07.09 Giorgio Ambrosoli trent'anni dopo; 17.07.09 Comitato di Garanzia del PDmenoelle; 18.07.09 Democrazia e antidemocrazia

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Un primo problema pratico sembra venire dalla residenza: il comico avrebbe infatti chiesto la tessera nel comune sardo di Arzachena, ma il coordinatore “[..]provinciale di Olbia-Tempio del Pd, Salvatore Masia, fa sapere di non poter rilasciare la tessera in quanto il richiedente non risiede in Gallura.”(giornale13lug; regolamento tesseramento pd.it). La notizia viene confermata dal verbale della riunione della Commissione Regionale di Garanzia del PD, in Sardegna, che respinge il tesseramento “ai sensi dell’art.14 dello Statuto e degli articoli 6 e 8 del regolamento del tesseramento”(pd.itComunicato).

Se la dirigenza del PD, tra prese di distanza, critiche e cazzate, ha mostrato tutto il suo imbarazzo per questa invasione di campo di Grillo (ma parliamo di boutade, che suona meglio!), la destra ha di che divertirsi. Non basta la debolezza del principale partito di opposizione – uscito a fatica dalla prova delle elezioni solo grazie alla (temporanea?) cura Franceschini – nè la prospettiva di 4 mesi di dibattito interno sul segretario e sulla linea del partito. Perchè, intendiamoci, primarie e partecipazione popolare sono una gran cosa, ma solo se a stabilire i modi ed i tempi non sono i soliti noti.

Ora, a rendere la faccenda veramente imbarazzante, c’è pure Giuseppe Piero Grillo, da 2 giorni in pre-corsa per la segreteria del partito. Il Giornale del 14 luglio mantiene la notizia stabilmente nella homepage,  accompagnato oggi da ben 2 editoriali: “Il cavallo di Troia”(F. Facci) e “Se un giullare il copione del PD” (L.Telese). Altri articoli a tema: RETROSCENA Dietro la candidatura i guru di Di PIetro; Il Pd prigioniero di Tonino: "Noi alleati? Boh".

Aggiornamento al 15 luglio sempre da Il Giornale

Pd, porta chiusa a Grillo: iscrizione impossibile; Il piano segreto di Di Pietro e Grillo per sbranare il Pd; Burlando: "Ma così ne facciamo un martire..."

15-lug-2009 | in stiamo seguendo

Lo Statuto ferma Grillo segretario? Pare di si

Mi scuso per il casino della pagina precedente, spero di rimettere un pò di ordine con questa. Leggendo lo Statuto pare che il PD sia effettivamente al sicuro dall'assalto di Grillo.

Bebbe Grillo: non tesserabile . (include l’errata corrige) E’ del 14 luglio la notizia, trasmessa da tutti i Tg, che la richiesta di tesseramento di Beppe Grillo non può essere accettata. Le motivazioni verranno rese note, intanto riepiloghiamo quali potrebbero essere i motivi. L’art 2 comma 8 stabilisce che:

“[...]Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi. Qualora la Commissione di garanzia abbia cognizione di tale causa ostativa riguardo a persone già registrate ne decreta la cancellazione e stabilisce un congruo termine entro il quale tali persone non possono nuovamente chiedere di essere registrate.”

L’argomento viene ripreso anche nel Regolamento per il tesseramento all’articolo 15.

Non è consentito il rilascio della tessera a persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altre formazioni politiche all’interno di organi istituzionali elettivi, ai sensi dell’art. 2 comma 8 dello Statuto.”

Tuttavia Beppe non è iscritto ad alcun partito, e non è molto chiaro cosa si intenda per "aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi". Le Liste a 5 Stelle sono state elette, ma Beppe no. Di questo avviso è Paolo Flores D’Arcais, che da Micromega dice:

" Beppe Grillo non è iscritto ad un altro partito e non è membro di alcun "organo istituzionale elettivo"" . Insomma, non dargli la tessera sarebbe " una interpretazione ad personam degna delle berlusconiane leggi ad personam, azione con la quale la nomenklatura del Pd confesserebbe coram populo la sua assimilazione dei ’valorì del regime berlusconiano" . (stampa14lug)

Beppe Grillo: non candidabile . L’art. 9 comma 3 dello Statuto mette al riparo il partito da candidature dell’ultimo minuto.

“Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.”

Quella data è il 26 giugno 2009, giorno in cui la Direzione Nazionale ha convocato il congresso e le elezioni del segretario per il 25 ottobre.

(repubblica13lug) Il primo STOP ufficiale, dopo le reazioni generalmente infastidite (e comprensibilmente imbarazzate) delle ultime 24 ore, arriva da Maurizio Magliavacca , responsabile organizzativo del PD (wiki; curiosamente è l’unico responsabile del quale non compare l’E-mail nella pagina della Segreteria), che spara la prima cartuccia.

“[...]Mi sembra molto difficile che la richiesta di iscrizione al partito di Beppe Grillo contenga i presupposti e abbia i requisiti necessari per il rilascio della tessera del Pd''.

Secondo Repubblica fa riferimento al comma 3, Articolo 9 dello Statuto, che reciterebbe:

“"Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature alla carica di segretario nazionale e di componente dell'assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni". Quella data è il 26 giugno, e se Grillo dice di essersi iscritto oggi (13 luglio), è cronologicamente fuori termine statutario.”

Il problema di Magliavacca è che l’Articolo 9 dello Statuto del PD – approvato il 26 giugno 2009 e consultabile qui (in realtà è il Regolamento per il congresso)– ha solo 2 commi... Di un terzo comma neanche l’ombra. Per di più l’articolo in questione titola (Dibattito politico e programmatico nel corso della Convenzione Nazionale), e non ha nulla a che vedere con le candidature. Quindi? Magliavacca è rimasto alla versione dell’anno scorso, quella approvata il 20 giugno 2008 (pd.it), che effettivamente prevedeva questa restrizione. La versione in vigore non prevede niente del genere, e la scadenza per le formalità burocratiche è il 21 luglio.

Anche il senatore PD Stefano Ceccanti (wiki;senatoriPD.it) si unisce al coro.

"Secondo lo statuto del Pd la domanda di iscrizione di Grillo non sarebbe accettabile [...]Il comma 8 dell'articolo 2 precisa: 'Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici'. Dato che i partiti politici sono quelle realtà associative che si presentano alle elezioni e dato che in più casi Grillo è stato promotore di liste in concorrenza col Pd se ne ricava che l'iscrizione dovrebbe essere rifiutata"

Questa affermazione è ancora più grossolana della precedente. In primo luogo perché si arrampica sugli specchi, portando quel “iscritte ad altri partiti politici” molto oltre il suo significato. Ma soprattutto perché il comma 8 dell’articolo 2 NON ESISTE. L’articolo è costituito da 4 commi che si occupano di Commissione nazionale e Commissioni provinciali. Anche qui, il riferimento è alla versione dell’anno scorso. Leggendosi le dichiarazioni del senatore, si apprende come questo sia sempre stato contrario ad un cambiamento delle regole del 2008 (senatoripd.it). Suppongo non voglia rassegnarsi al testo approvato 20 giorni fa.

Tuttavia dopo due interventi su due mi chiedo fino a che punto siano cazzate. L’alternativa sarebbe tenere un congresso con le vecchie regole (anche se nessuno l’aveva detto, e la Direzione Nazionale si è presa il disturbo di varare un nuovo statuto(in realtà è un regolamento per il Congresso), sfasciando definitivamente la credibilità del partito.
aspettando l'ERRATA CORRIGE. Capita a tutti di sbagliare, soprattutto quando ci si addentra in territori inesplorati. I documenti da leggersi per valutare se l'iscrizione e la candidatura di Grillo siano o meno regolari sono diversi.

C'è lo Statuto, il Regolamento del Tesseramento, il Regolamento per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale... Tutti questi documenti mi hanno portato a commettere un errore tanto stupido quanto significativo, ovvero quello di scambiare il Regolamento per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale (2009) con lo Statuto, che invece è del 2008 e riporta i commi ai quali fanno riferimento Magliavacca e Ceccanti. Scusate la svista (negli articoli troverete in rosso le parti che dovrò rivedere).

PS: non serve l'obbligo di rettifica per ammettere di aver toppato...



13-Lug-2009 | in Stiamo seguendo

Beppe Grillo si candida alla segreteria del PD

PD

L’annuncio della possibile spallata politica al PD viene dato dal blog con il post 12.07.09 Beppe Grillo candidato alla segreteria del PD. E lo fa nel suo stile, attaccando duramente l’attuale dirigenza del partito ed in generale della sinistra, “Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali”. E fa il botto: più di 4000 commenti in 24 ore (di solito sono 1000) e articoli su tutti i giornali. Per una breve rassegna: repubblica12lug, 13lug, giornale02lug, corriere12lug, skytg24.

La sala stampa del PD rilascia un comunicato in cui precisa che per i candidati alle primarie, in“[...]base allo Statuto, occorre essere iscritti ed essere in regola con i requisiti d'iscrizione: riconoscersi nel Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto del Pd". Dopo di che Grillo dovrebbe raccogliere 1.500 firme tra gli iscritti al partito di almeno 5 regioni, appartenenti a 3 circoscrizioni. Il passo successivo, che non mi è molto chiaro, prevede la consultazione delle assemblee dei circoli del PD. Arriveranno alle primarie vere e proprie i primi tre candidati ad aver superato il 5% su base nazionale, o comunque i candidati (fino ad un massimo di 6) che avranno preso più del 15%. (repubblica12lug)

Tra le reazioni , viene dato molto spazio a Piero Fassino, che intervistato da M. Giannini per Repubblica.tv del 13 luglio(video 51’) dichiara: "Penso che quella di Grillo sia una boutade, la interpreto come una delle tante provocazioni a cui ci ha abituato un uomo di spettacolo". Contraria anche solo all’idea Giovanna Melandri, mentre Bersani arriva a proporre di rimettere le mani alle regole delle candidature ”[...] perché un partito non può essere un autobus dove uno salta su per fare un giretto”; Ignazio Marino (al momento terzo e ultimo candidato alla Segreteria)e Emma Bonino aprono al confronto con Grillo in vista delle primarie. (corriere13lug)

Il 13 luglio Grillo annuncia di aver compilato il modulo e pagato la quota di iscrizione (SkyTg24 audio 1’, giornale13lug). La questione è se il partito accetterà l’iscrizione e se la candidatura verrà portata avanti secondo modalità giudicate corrette.

I documenti . Regolamento per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale pd.it; quello dell’anno 2008 pd.it (in realtà lo Statuto è uno ed è quello del 2008). Per capire che ci fa lo Statuto dell’anno scorso, leggete la rubrica "A cannonate".

 

 


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