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Il sito nasce dall'esigenza, tutta personale, di prendere in mano la questione informazione e affrontarla in modo da trarne qualcosa di costruttivo... Salvo poi rendersi conto che servirebbero tempo e risorse al di là delle possibilità di una persona sola (che dovrebbe occuparsi anche di altro...).

Nelle pagine dell'Archivio troverete numerosi articoli sulle principali notizie di attualità raccolte durante alcuni mesi del 2009. Le notizie vengono raccontate di mese in mese, divise per categoria (Economia, Politica, Ambiente, Processi, Varie) e sono accompagnate da molti link alle fonti utilizzate (Ansa.it, Giornale.it, Repubblica.it, Parlamento.it...). Questa parte del sito è rimasta attiva per

Perché il mese. Perché l'informazione dell'ultima ora, ma anche quella giorno per giorno, sono una fregatura. Credo che un mese sia l'intervallo giusto per tracciarei un quadro degli avvenimenti più importanti – senza perdersi nei dettagli e negli aggiornamenti quotidiani che, alla fine, costituiscono un fastidioso rumore di fondo.

La Redazione . Per ora è semi-individuale; mi occupo io (Edoardo) di tutto, dalla costruzione della pagina web alla stesura degli articoli (e sono unico responsabile degli errori che troverete in entrambi).

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Aggiornamenti

Qui trovate un elenco degli ultimi articoli dei mesi scorsi che sono stati aggiornati con informazioni più recenti
APRILE 2009 | in Politica
Piano casa
Aggiornato a maggio

MARZO 2009 | in Ambiente
Inceneritore di Acerra
Aggiornato ad aprile

MARZO 2009 | in Varie
Procure senza risorse
Aggiornato a maggio con le dichiarazioni di Roberto Scarpinato

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Ultimi articoli

feb 2010 | in Dossier
Dossier Rai

26-lug-2009 | in Beppe nel PD?
Mi spiace Beppe, ma non sono d'accordo


18-lug-2009 | in Beppe nel PD?
Vittoria a metà


16-lug-2009 | in LUGLIO - Politica
Legge sicurezza


15-lug-2009 | in Beppe nel PD?
Lo Statuto ferma Grillo segretario? Pare di si

13-lug-2009 | in Beppe nel PD?
Beppe Grillo si candida alla segreteria del PD

04-lug-2009 | in Stiamo seguendo
Berlusconi a cena in Consulta
Siti Amici

Leggi tutti gli articoli sulla candidatura di Beppe Grillo nella pagina dedicata.

Passaparola – l’appuntamento settimanale di Travaglio sul blog di Grillo – si occupa questa volta del Partito Democratico. La maggior parte dell’intervento ripercorre la storia degli organi interni del partito (già ad Annozero; youtube 8’) e gli scandali dei tesseramenti anomali, praticato dagli allora Ds e Margherita in alcuni comuni. La conclusione è dedicata a W. Veltroni – reduce da un infelice elogio a Craxi – che si sarebbe messo a lavorare su una legge sul conflitto d’interessi. Grandi risate. Niente da ridire su questo.

La mia critica è rivolta alla parte iniziale, dal nome Lo statuto del PD, che contiene la prima versione articolata dell’opinione di Travaglio sulla vicenda. L’articolo pubblicato il 15 luglio su antefatto.it (Molto partito, poco democratico) è molto carino, ma non lascia capire nulla a riguardo. Travaglio cita un articolo di P. Flores D’Arcais su Micromega in cui il direttore spiega come la norma in questione (art 2 comma 8 dello Statuto) non dica nulla contro il tesseramento di Grillo. Travaglio concorda (e parte la storia dei congressi del PD); tutti concordiamo. Ma... C’è un ma.

Travaglio non ha mai letto lo Statuto del Pd, o almeno non lo dà a vedere. Non posso pronunciarmi sulla parte che segue, ma questa analisi della questione Grillo-Pd appare un po’ superficiale. Badate, secondo me la tessera a Beppe avrebbero dovuto darla, ma non è questo il mio punto. Il punto è che sulla questione, in quell’occasione, Travaglio si sarebbe dovuto astenere. O almeno fare un’analisi un po' più obbiettiva.

Se lo Statuto del PD dice effettivamente che Grillo non si poteva candidare, non è colpa di nessuno. Ma vorrebbe dire che Grillo, presentandosi alle porte del Pd, ha preteso a gran voce qualcosa che non gli spettava. L’Italia è una repubblica burocratica, ma non per questo accoglierei volentieri uno che si volesse candidare alle elezioni politiche oltre i termini stabiliti.

Per di più siamo grillini. Travaglio: ”[...] come può definirsi democratico un partito che non rispetta neanche lo statuto che si è dato, ciascuno può darsi lo statuto che vuole, può escludere l’iscrizione dei cittadini con i capelli biondi, può escludere quelli alti meno di un metro e mezzo, che ne so, può fare quello che vuole, l’importante è che una volta stabilito quello che si deve fare, poi questo qualcosa valga per tutti e non soltanto per qualcuno!”.

E allora, mi chiedo, perché dovremmo volere che il Pd lo violi ammettendo Beppe Grillo come candidato?

Questa dovrebbe essere l'ultima raccolta di articoli sull'argomento. Ad oggi non ho trovato una risposta esauriente che mi convincesse della legittimità della candidatura di Grillo.

Rispondo ad Anonimo, 24 luglio. Il comma al quale faccio riferimento nel commento al Passaparola è pubblicato sotto.

26-lug-2009 | in Beppe nel Pd? Commenta

Mi spiace Beppe, ma non sono d’accordo

Caro Beppe & Staff,

sono l’ennesimo tuo sostenitore che ti scrive– nella flebile speranza che qualcuno dello staff lo noti nel mucchio – e lo faccio per spiegarti come mai non condivido la tua iniziativa di candidarti alla segreteria del PD. In questi giorni ho seguito molto la vicenda, e frequentato la rete più di quanto sia consigliabile. E ne ho tratto un certo sconforto. Proprio per la stima nei tuoi confronti e le speranze che ripongo in tutti coloro che condividono le tue battaglie (sono uno dei 2800 di Firenze), spero che tu faccia un passo indietro, aiutando tutti noi a farlo. Tra un pò la pubblicherò sul mio sito, intanto te la spedisco così com’è. In allegato il file doc.

Il torto originale.  Il 12 luglio fai sapere dal tuo blog che intendi candidarti alla Segreteria del Partito Democratico, che eleggerà il 25 ottobre il successore di Franceschini. E lo fai con un post in cui riassumi le tue opinioni critiche nei confronti del PD, e lanci come programma la Carta di Firenze e l’iniziativa Parlamento Pulito. “Dovremo cominciare a chiamarla onorevole, segretario?”. ”No no, no. Questo è un vaso comunicante; travasiamo un po’ di cittadini dentro la politica. Sono vasi comunicanti, riempiamo un vuoto [..]” (SkyTg24 video 3’). Parlando del tuo primo tentativo di tesseramento, poi naufragato perché hai chiesto la tessera in Sardegna (dove eri in vacanza), dici “poi se troveranno che il terzo comma del quarto regolamento del quinto paragrafo (bis) del loro regolamento – che io me lo son letto tutto,   le garantisco, non esiste – ne pagheranno le conseguenze”. In linea di principio sono d’accordo, ma il punto è che puoi aver letto il regolamento ma dimostri di non conoscere lo Statuto (o di non curarti della differenza tra le due cose). Se così fosse, questa frase andrebbe cancellata, semplicemente perché infondata, dal dibattito sull’argomento. L’articolo 9 comma 3 dello Statuto è chiarissimo nell’escluderti dalla carica di segretario. E non perché tu sia Beppe, ma – come ti ha giustamente scritto la Serracchiani – perché non eri iscritto al partito al momento della convocazione del Congresso, avvenuta il 26 giugno 2009. Tutto qui.

Ogni obiezione sul “partito burocratico” che non tenga in considerazione la bontà di quel comma, la sua sensatezza, rischia di diventare propaganda. I Grillini si battono per il rispetto delle regole e dei regolamenti, compresi gli Statuti. Punto.

E tu che non eri candidabile lo sapevi, e se non lo sapevi avresti dovuto informarti meglio. Non puoi candidarti ad una gara all’ultimo e pretendere di giocarla con le tue regole. E’ il loro partito, non il nostro. Io non lo voto, non lo sostengo, non ne riconosco il possesso. Non dovresti farlo neanche tu, e soprattutto non dovresti incitare quelli che ti sostengono a credere che il PD è cattivo anche perché non ti vuole come segretario. Che diritto abbiamo? Te lo dico perché, se fossi un piddino, anche a leggere tutto quello che hai scritto e detto, non potrei che sentirmi preso per il culo.

La maggior parte delle risposte sul blog a queste osservazioni sono del tipo “ma vai via con il comma x articolo y! troll...!” e così via. Il torto è torto. Ora se non lo vede chi lo commette è una cosa, ma se migliaia di persone prendono quell’errore e lo usano per portare avanti la loro (giusta) causa, lo amplificano. Mi aspetterei su questo più umiltà, in primo luogo da te.

Il torto acquisito.  Quando si ha ragione, si ammettono i propri torti; altrimenti si passa immancabilmente dalla parte del torto. E l’errore aumenta. Se la Commissione avesse accettato il tuo tesseramento, precludendo solo la carica di Segretario (e di membro dell’Assemblea nazionale, sempre a norma...), avresti ammesso di aver sbagliato? Di aver chiesto una cosa della quale non avevi il diritto? La tessera avrebbero dovuto dartela, siamo d’accordo, ma niente di più. E il torto sarebbe stato tutto loro. E’ il torto da te maturato in questi giorni (8) che mi porta ad un giudizio così critico.

Non credo che la tua mossa – soprattutto se non quasi esclusivamente per come l’hai portata avanti – abbia avvicinato gli elettori del PD. Quale che fosse l’intento, ha contribuito a creare un nuovo fronte, e del tipo peggiore: grillini e piddini, gente qualunque, ciascuno a difendere il proprio “apparato” e a negare i limiti delle proprie ragioni. La colpa di questo è principalmente nostra; ma noi, colpevolmente, guardiamo a te.

Il fine conta.   Dove volevi arrivare candidandoti? Dove da tesserato? Domande senza risposta. ILGIORNALE del 13 luglio dà ampio spazio alla notizia. Per fare due esempi: Il cavallo di Troia”(F. Facci) e RETROSCENA Dietro la candidatura i guru di Di PIetro. Ora, io non sono solito leggere il Giornale con troppa serietà, soprattutto il “biondino”, ma ci si possono trovare delle cose interessanti. “E’ (la candidatura)una mossa per favorire politicamente Di Pietro e danneggiare il PD?”. “Ridicolo!” Possibile, ma non basta che sia ridicolo, deve anche apparirlo. Tu dici ma non spieghi che vuoi solo fare il vaso comunicante, e su questo siamo d’accordo, ma il tuo è stato un arrembaggio! Chi si fida ti segue; ma non fai molto per chi, non fidandosi, ha l’impressione che tu parli contro di loro, invece che contro la dirigenza. Insomma, se anche Il Giornale può porre una questione interessante, vuol dire che c’è qualcosa da chiarire.

 

Ps: mi sentirei una carogna (dopo avertene dete tante) a non ringraziarti dello spazio che ti occupo sul blog.

 

Con stima e affetto

Commenta

 

Richiesta di iscrizione al Pd di Giuseppe Grillo


- Al Presidente della Commissione regionale di Garanzia PD - Sardegna
e p.c.:

- ai responsabili nazionali del Partito Democratico
- all'Ufficio stampa del Partito Democratico
- al Segretario dell'Unione regionale PD della Sardegna
- al Segretario dell'Unione regionale PD della Liguria
- al Presidente della Commissione regionale di Garanzia PD - Liguria

La Commissione nazionale di Garanzia, riunita in Roma il 14 luglio 2009, ha esaminato la richiesta inoltrata dalla Commissione di garanzia dell’Unione regionale PD della Sardegna in ordine alla richiesta di iscrizione al Partito Democratico di Giuseppe Grillo, detto Beppe.

Preso atto che:

- Beppe Grillo ha presentato domanda di iscrizione al coordinatore del circolo PD di Arzachena, Andrea Filippeddu, il quale, pur ricevendo sedici euro per la quota associativa, ha comunicato al richiedente di non poter perfezionare l’iscrizione e conseguentemente consegnare la tessera non essendo Beppe Grillo residente nel territorio del circolo, requisito questo previsto dallo Statuto e dal Regolamento del tesseramento;

- la Commissione regionale di Garanzia ha ritenuto all’unanimità che per i suddetti motivi non è possibile accettare la richiesta di iscrizione di Beppe Grillo al circolo di Arzachena e ha disposto di conseguenza la restituzione della quota versata;

- la stessa Commissione ha ritenuto di rimettere alla Commissione nazionale la decisione se Beppe Grillo possa comunque iscriversi al PD “stanti le sue dichiarazioni contro il Partito e la promozione di liste alternative allo stesso PD”,

- sulla base dei costanti precedenti, la Commissione nazionale di Garanzia è pervenuta unanime alle sottoriportate conclusioni.

Con riferimento all’ammissibilità della candidatura di Beppe Grillo al Partito Democratico, occorre dapprima rimarcare che lo Statuto presuppone e implicitamente afferma che lo stesso PD può trovare unicamente motivo di crescita e arricchimento nello sviluppo al suo interno di una autentica dialettica fra opinioni differenti e di un vero pluralismo nel concorrere alla formazione degli organi dirigenti del partito stesso. È compito specifico della Commissione nazionale, inoltre, garantire che venga assicurato a tutti il pieno esercizio del diritto di critica in ordine alle diverse opzioni politiche riconducibili agli ideali ed ai valori difesi e sostenuti dal Partito Democratico.

Tutto questo, però, deve rimanere all’interno del principio - proprio non solamente del PD, ma di ogni partito - che impedisce di accettare al suo interno soggetti che militano contemporaneamente in più movimenti e forze politiche, in particolare quando tali formazioni siano alternative o in concorrenza politica ed elettorale diretta con lo stesso PD. Come pure di forze che abbiano nel proprio programma quello di contraddire il concetto stesso di partito, quale associazione tra soggetti che mirano a realizzare il medesimo fine ideale, o addirittura abbiano di mira la sua destrutturazione.

Chi si iscrive a un partito - specie se aspira a ricoprire all’interno di esso una carica rappresentativa - deve pertanto mostrare di voler aderire ad esso non già in modo strumentale e/o al fine di generare un caso mediatico, ma condividendone esplicitamente il progetto, pur attraverso programmi e proposte concrete che possono differire da quelle sostenute dagli altri candidati o iscritti.

Ciò trova conferma ed esplicitazione nelle disposizioni statutarie che prevedono che l’iscritto sottoscriva, all’atto dell’adesione, il manifesto dei valori, lo statuto ed il codice etico, esplicitando in tal modo la piena adesione ai principi contenuti negli stessi.

Ebbene, Beppe Grillo ha promosso in numerosi comuni del territorio nazionale la costituzione di liste che si sono presentate, in occasione delle ultime elezioni amministrative, con il suo nome in posizione contrapposta a quella dei candidati e delle liste riconducibili al Partito Democratico. Egli ha anche più volte palesato la propria contrapposizione alle idee e ai valori del Partito Democratico.

Se ne deduce, quindi, non solamente l’appartenenza di Beppe Grillo ad una formazione politica diversa (e contrapposta) al PD, ma il fatto che egli è l’esponente più rappresentativo della medesima formazione politica.

Tutto ciò, sulla base di quanto previsto, fra l’altro, dall’art. 2 comma 5, 6 e 8 dello Statuto, determina l’impossibilità di iscrivere Beppe Grillo nell’Anagrafe degli iscritti al Partito Democratico.

Firmato:
La Commissione nazionale di Garanzia
pd.it
Leggi tutti gli articoli sulla candidatura di Beppe Grillo nella pagina dedicata.

18-lug-2009 | in Beppe nel Pd?

Successo a metà, ma il Pd continua a scivolare

Tessera n. 40 . IL 17 luglio un circolo campano conferisce a Beppe Grillo la tessera del Partito Democratico, in contrasto con la decisione della Commissione nazionale di garanzia anticipata il 15 luglio (repubblica17lug); secondo i vertici il tesseramento è privo di valore in quanto non autorizzato. A repubblica.tv, Andrea Forgioni, presidente del circolo in questione, spiega il perchè del suo gest (altre interviste di Martinelli e Informazionedalbasso). Grillo, da parte sua, punta alle 2000 firme e a parlare al congresso, se non da candidato, almeno da tesserato. L'ambizione è tuttavia frenata dalla dura reazione dei vertici, che vogliono negare a Beppe anche la tessera (con la quale potrebbe concorrere per diventare delegato locale, e guadagnare la parola al congresso).

Parla la Commissione di Garanzia . Lo stesso giorno viene pubblicata la motivazione della Commissione nazionale di Garanzia sul respingimento della richiesta di tesseramento di Grillo (vedi la colonna a fianco). E fa acqua, sia nella forma che nella sostanza.

Nella forma, perchè alla pagina Commissione di Garanzia - organo, nominato dalla Direzione Nazionale, che ha l'ultima parola su molte cose  -  sul sito del Pd, non compare neanche l'elenco dei membri. Solo un contatto, il segretario Giampietro Sestini, e una mail di yahoo. E' il post di Beppe 17.07.09 Comitato di Garanzia del PDmenoelle che fa sapere chi ne fa parte.

Nella sostanza, perchè, come ho scritto nell'articolo precedente, si spinge troppo in la nell'interpretare il proprio Statuto. E fa il tonfo. La decisione non è così assurda: un Grillo tesserato potrebbe correre per una carica di delegato locale, che gli permetterebbe di partecipare al congresso. Ma per le opinioni voglio scrivere un articolo a parte. Questi i punti

Commissione 1) "Beppe Grillo ha promosso in numerosi comuni del territorio nazionale la costituzione di liste che si sono presentate, in occasione delle ultime elezioni amministrative, con il suo nome in posizione contrapposta a quella dei candidati e delle liste riconducibili al Partito Democratico."
Commissione 2)Il Pd non può "accettare al suo interno soggetti che militano contemporaneamente in più movimenti e forze politiche, in particolare quando tali formazioni siano alternative o in concorrenza politica ed elettorale diretta con lo stesso PD." Quanto a Grillo, " è l’esponente più rappresentativo della medesima formazione politica." Il tutto a norma dei commi 5, 6 e 8 Art. 2 dello Statuto del Pd

Risposta) Come potete vedere passando il mouse sui numeri, il parla dei diritti degli iscritti, e non si capisce cosa c'entri. Mi è venuto in mente solo che possa indicare i diritti che la Commissione non vuole che Beppe acquisisca. Nel su raggiunge il colmo: "Tutti gli elettori e le elettrici del Partito Democratico hanno il dovere di: a) favorire l’ampliamento dei consensi verso il partito negli ambienti sociali in cui sono inseriti." Non i tesserati! GLi elettori! Cioè, secondo lo Statuto delPd, gli elettori hanno il dovere di promuovere il consenso del partito. Se votano Pd devono preoccuparsi del consenso del partito che votano. Comma scritto con i piedi.


Il è chiarissimo sugli iscritti ad altri partiti - e su questo saremo tutti d'accordo  -  ma è meno chiaro sulle persone che "aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi." La lettura più logica, suggerisce che non si possano tesserare coloro che, anche se da non iscritti, siano stati eletti in organi istituzionali come rappresentanti di altri partiti. Ad esempio De Magistris è stati eletto per l'Italia dei Valori e non è un tesserato IdV. Secondo questa lettura, lui non potrebbe prendere la tessera. Non ci vedrei niente di male, ma la Commissione preferisce andare oltre e fare un misto dei 2 motivi (antagonismo e militanza).

POST su Beppegrillo.it : 12.07.09 Beppe Grillo candidato alla segreteria del PD;  13.07.09 Ricettatori di Stato; 14.07.09 Grillo168 - Il PD al capolinea; 15.07.09 "Movimento Politico Ostile"; 16.07.09 Giorgio Ambrosoli trent'anni dopo; 17.07.09 Comitato di Garanzia del PDmenoelle; 18.07.09 Democrazia e antidemocrazia

Il centrodestra , secondo Repubblica (16lug), punta a minimizzare e a nascondere un malumore diffiso per l’iniziativa di Napolitano, sentimento difficilmente esprimibile dal momento che quella legge, alla fine, l’ha firmata. Le dichiarazioni ufficiali, a dispetto della durezza dei rilievi, sono piene di “se dovesse essere necessario (Alfano)”, “vedremo (Ghedini)”, e non mancano di sottolineare gli apprezzamenti ricevuti per la normativa antimafia. La legge è firmata. Così com’è. “La promulgazione con dubbi e commenti non esiste (M.Pera)”. Ufficiosamente, a pochi giorni dal rinvio del testo sulle intercettazioni, le reazioni sono molto più dure. Il Presidente della Camera G. Fini, insieme al giornale l’Avvenire, dà rilievo alle critiche pervenute alla legge (repubblica16lugII; giornale16lug). La Chiesa aveva già criticato la legge al momento dell’approvazione definitiva (repubblica04lug).

L’opposizione, Pd, Idv e Udc insieme, presentano un’interpellanza chiedendo al Governo di riferire in Aula. Le parole più critiche a Napolitano arrivano da Di Pietro – già smarcatosi dagli altri partiti in occasione dei rilievi sul ddl intercettazioni – tuttavia l’originalità del capo dello Stato viene riconosciuta trasversalmente.

Da segnalare come Repubblica, in un editoriale di G. D’Avanzo, pur riconoscendo a Napolitano una posizione politica infelice, stretto da un Parlamento molto forte, ritenga che i rilievi “avrebbero giustificato un rinvio al parlamento, un ripensamento, non una lettera al governo che molti contesteranno.”

Tessere Pd da Napoli
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.

Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata. Costituzione, Art. 74


16-lug-2009 | in LUGLIO - Politica

Legge sicurezza

Dopo un mese e mezzo dall’approvazione alla Camera, il ddl Sicurezza affronta un nuovo voto di fiducia, questa volta al Senato, il 1 luglio (repubblica1lug) (repubbliaca02lug). Il testo che diventa legge – e ripresenta i contenuti della versione approvata alla Camera – viene promulgato dal capo dello Stato il 15 luglio, accompagnato da una nota in cui esprime “perplessità e preoccupazioni” per alcuni aspetti della legge: scarsa orgnicità “del provvedimento che, ampliatosi in modo rilevante nel corso dell’iter parlamentare, risulta ad un attento esame contenere numerose norme tra loro eterogenee, non poche delle quali prive dei necessari requisiti di organicità e sistematicità”; contraddizioni “in particolare si rileva la presenza nel testo di specifiche disposizioni di dubbia coerenza con i principi generali dell’ordinamento e del sistema penale vigente” (repubblica15lug; comunicato quirinale.it; giornale15lug).

I rilievi del Quirinale (repubblica15lug; giornale15lug, quest’ultimo con toni più che concilianti e non menziona le ronde). Il capo dello Stato ha ritenuto di “[...] non poter sospendere in modo particolare l’entrata in vigore delle norme [...]” anche perché, lascia intendere, “[...] rafforzano il contrasto alle varie forme di criminalità organizzata[...]”. Oltre alla “disomogeneità e la estemporaneità” di numerosi aspetti della legge, Napolitano se la prende con due in particolare: il reato di immigrazione clandestina e le ronde.

Sul primo: il nuovo reato “punisce non il solo ingresso, ma anche il trattenimento nel territorio dello Stato. La norma è perciò applicabile a tutti i cittadini extracomunitari illegalmente presenti nel territorio dello Stato al momento dell’entrata in vigore della legge. Il dettato normativo non consente interpretazioni diverse [...]”. Quindi, a partire dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, tutti gli extracomunitari irregolari saranno denunciabili e perseguibili! In un paese con una discreta inclinazione al razzismo come il nostro, dove porterà questa legge? Ad ogni modo, e ora viene il bello, le modifiche apportate alle leggi “in materia di espulsione del cittadino extracomunitario irregolare determinano il contraddittorio e paradossale effetto di non rendere più punibile (o al più punibile solo con una ammenda) la condotta del cittadino extracomunitario che fa rientro in Italia pur dopo essere stato materialmente espulso. La condotta era precedentemente punita con la reclusione da 1 a 5 anni”. Un extracomunitario espulso che rientra non è punibile. Ditemi se questa non è stupidità. E c’è dell’altro, relativamente alle garanzie dell’imputato: un esempio per tutti, la non appellabilità delle condanne per il nuovo reato.

Sulle ronde , Napolitano sollecita il Governo, in particolare il Ministero dell’Interno, a emanare al più presto il decreto che stabilisca gli “ambiti operativi” delle ronde (compiti e limiti). E ricorda che questo decreto dovrà essere aderente “ai limiti segnati in legge [...]”. Esplicita la preoccupazione per gli eventuali strumenti difens ivi a disposizione dei volontari, in particolare lo spray al peperoncino, che sarebbe in contrasto con norme passate e con la stessa legge sicurezza.

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