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Iniziative


Dossier Italia Dossier Rai

In breve

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Terzo e ultimo video (diviso in due parti) per raccontare il servizio pubblico radiotelevisiso.

... Il problema è la Rai. E non tanto per mancanza di professionalità o di risorse, quanto per una sfortunata combinazione: gran parte della popolazione si (in)forma attraverso la Tv pubblica; siamo un paese la cui Tv pubblica è in ultima analisi controllata dal Parlamento.

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Non è la Rai

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Testo e fonti del video

Il vero problema della Rai non è il canone, ma il fatto di essere governata da dinamiche che hanno poco a che fare con il concetto di servizio pubblico.

1 Meritocrazia

Sono un’ottantina di nomi. Parenti di giornalisti, ma anche di politici. Si potrebbe obiettare che 80 non sono molti rispetto al totale dei dipendenti ma tra questi ci sono più di una decina di direttori o dirigenti di alto grado.

Dvd Reset di Beppe Grillo.

2 “Risorse umane”

Il personale con un contratto a tempo indeterminato ammonta a 9.874 unità, ma il numero di dipendenti dell’intero gruppo è 13.236. Ci sono poi ben 43.000 contratti di collaborazione , non è ben chiaro con chi o per quali importi.
La politica di assunzione della Rai è stata messa più volte in discussione per la lottizzazione delle cariche e per le procedure poco trasparenti, ma anche perché a dispetto delle dimensioni, sembra offrire ben pochi posti di lavoro. Se ci sono un’ottantina di parenti di giornalisti e politici, quanti saranno i protetti, gli amici, i raccomandati in genere?
Chi volesse farsi assumere ex-novo dall’azienda dovrebbe affrontare anche il problema della stabilizzazione dei precari, imposta dalla legge 247/2007. Per la Rai – che ha sempre fatto grande uso dei contratti a tempo – si tratta di stabilizzare circa 1.500 persone.
Questo vuol dire che delle 340 assunzioni a tempo indeterminato del 2008, il 74% (251) è andato a stabilizzare i precari, lasciando pochi posti per nuove assunzioni.

PS: Le (poche) assunzioni devono essere compensate. Nel 2008 sono cessati 355 contratti. Per 91 di questi la Rai ha versato incentivi al pensionamento (cioè vengono mandati in pensione prima del tempo e con un incentivo monetario...). Inoltre, ogni anno l'azienda perde decine di cause contro ex-dipendenti precari ed è costretta a reintegrarli stipulando contratti a tempo indeterminato.

Sprecherai espresso2008.
Rai assunzioni lottizzate Repubblica2003.
Replica della Rai sul numero di dipendenti a questa denuncia di G101.
I dati sulle assunzioni vengono dal bilancio 2008 della Rai.
La legge sulla stabilizzazione dei precari è la 247/2007.

3 Un’azienda strutturata

La Rai ha subito molti cambiamenti. Per citarne uno recente, nel 2004 la vecchia struttura interna  è stata riorganizzata, e l’azienda ha assunto la sua attuale configurazione

Al vertice siede il Consiglio di Amministrazione e il direttore Generale; sotto, le direzioni delle diverse aree di attività.
La nomina dei direttori di rete e di testata – quindi il controllo della linea giornalistica dell’azienda – spetta ai 9 membri del Consiglio di Amministrazione. Il Ministero dell’Economia nomina un consigliere e il Presidente, che deve poi essere confermato dal resto del consiglio.
7 consiglieri vengono eletti dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza, una commissione bicamerale permanente che dal 1975 sorveglia l’attività del servizio pubblico. Oltre a nominare la maggioranza del CdA, la Commissione deve convalidare la nomina del Presidente, e può mettere bocca sulla linea editoriale indicando “l’indirizzo generale […] cui la programmazione deve complessivamente conformarsi”(dal sito del Parlamento).

Lucia Annunziata, ex Presidente Cda Rai, ad Annozero 6dic2007
Ristrutturazione aziendale del 2004 su supercom.it
L'organigramma viene dal bilancio 2008 della Rai.
Per informazioni generali si rimanda alla pagina di Wikipedia.

4 Indipendente

La Commissione è costituita da 20 deputati e 20 senatori, indicati dai partiti politici all’inizio di ogni legislatura, sulla base del numero di seggi ottenuti in Parlamento.
Questo vuol dire che ad ogni elezione politica i nuovi rapporti di forza tra i partiti in Parlamento… si riproducono nella Commissione di Vigilanza… e nel Consiglio di Amministrazione… che nomina le direzioni delle diverse aree, incluse le testate giornalistiche.
La pratica si è consolidata a tal punto da dar luogo a convenzioni non scritte. Ad esempio il Presidente del Consiglio di Amministrazione, quello nominato dal Ministro dell'Economia, viene scelto tra una rosa di nomi proposti dalle opposizioni. E ancora, il Presidente della Commissione di Vigilanza viene anch'esso indicato dalle opposizioni.

Commissione Parlamentare di Vigilanza su parlamento.it e Wikipedia.it.

5 Lontano dai partiti

Ma come siamo arrivati a questo punto?

Modulazione di frequenze, Report 22 marzo 2009 su report.rai.it.
Marco Travaglio Articolo21.info. Il testo del decreto L807/1984.

6 Lontano dai partiti (oggi)

Le elezioni del 13-14 aprile 2008 regalano al centrodestra un’ampia maggioranza Parlamentare, che ritroviamo nell’attuale Commissione di Vigilanza, dove Lega e Pdl detengono 21 membri su 40.
La prassi di spartizione del servizio pubblico e gli equilibri tra le forze di opposizione, prevedono che questa volta il Presidente venga proposto dall’Italia dei Valori.
Ma dopo mesi di stallo Pd  e Pdl trovano l’accordo sul senatore del PD Sergio Zavoli, cui segue l’elezione dei 7 consiglieri del CdA: 3 alle opposizioni e 4 alla maggioranza.
Il Ministro dell’Economia Tremonti nomina il suo consigliere e candida come Presidente il giornalista Paolo Garimberti, gradito alle opposizioni. La Commissione di Vigilanza e il CdA confermano Garimberti all’unanimità e la nuova dirigenza è pronta a partire (5 alla maggioranza, 4 alle opposizioni).
Tra maggio e novembre vengono rinnovate tutte le direzioni chiave dell’azienda. Con poche eccezioni (tra cui i posti riservati alla sinistra, come Rai3 e Tg3), la maggior parte delle nomine viene approvata dal CdA con i soli voti dei 5 consiglieri di maggioranza.
E’ importante capire che questa pratica è condivisa a destra e a sinistra; l’unica differenza è che dal 2001 ad oggi la sinistra non è riuscita a governare abbastanza per prendersi la sua fetta di torta (i contratti dei dirigenti Rai durano 3 anni; quindi se un governo ne dura 2 scarsi – come l'ultimo Governo Prodi – è facile che perda il turno).

Elezioni 2008: riepilogo su repubblica.it.
Commissione Parlamentare di Vigilanza           Alcuni articoli sull'elezione del Presidente (repubblica14nov08 repubblica13nov), inclusa l'imbarazzante elezione di Riccardo Villari (PD) contro la volontà del partito (ma grazie al voto di due piddini; repubblica14nov08). Fino all'elezione dell'attuale Presidente, Sergio Zavoli (repubblica05feb).
Elezioni consiglieri CdA repubblica19feb09.

7 Un’azienda PURA

Che la Rai non sia affatto libera, lo si può vedere dai casi più eclatanti di censura…
Beppe Grillo fu cacciato per una battuta premonitrice.

Daniele Luttazzi per un ospite scomodo (Marco Travaglio).
Enzo Biagi fu messo da parte per la linea politica.
Michele Santoro, invece, fu cacciato in maniera così grossolana, che la Rai è stata condannata a reintegrare il conduttore e a versargli per danni più di un mln di euro (nostri).
E così via…
Ma quante sono le censure che non sono finite sulle prime pagine (come la censura di uno come Filippo Facci, al quale è stato impedito di partecipare ad Annozero)? Quante le pubblicità non andate in onda (Videocracy)? I programmi rifiutati(Boris)? Quante le notizie scomparse?

Un’idea: chiudere la Rai giornale09nov09.
Sono stato epurato dalla TV degli epurati giornale07nov09.
Dvd Viva Zapatero di Sabina Guzzanti.

8 Servizio Pubblico

Eppure le frequenze utilizzate dalle emittenti per trasmettere sono un bene pubblico. Infatti ogni tre anni lo Stato deve rinnovare alla Rai la concessione a utilizzare quelle frequenze e a riscuotere il canone per conto dell’Agenzia delle Entrate. Da parte sua, la Rai si impegna a fornire un determinato tipo servizio, i cui termini generali sono indicati nel Contratto di Servizio.
Al primo articolo si può leggere “Il Contratto stabilisce un insieme di obiettivi, di indirizzi operativi, di parametri di qualità, la cui realizzazione è affidata all’autonoma capacità editoriale della società ”.
Detta così non suona male. In realtà il Contratto di Servizio rappresenta l’ennesimo strumento di controllo politico. Viene scritto dalla Rai e dal Ministero dell’Economia, e l’ultima parola sui contenuti spetta alla Commissione Parlamentare di Vigilanza…

Il Contratto di Servizio 2007-2009 (pdf e Wikipedia)

9 L’Italia l’ha fatta la televisione

Si dice sempre: “l’Italia l’ha fatta la televisione”. Ed è molto probabile che sia vero dal momento che, fin dall’unificazione, l’Italia ha avuto un tasso di analfabetismo molto alto (75 % nel 1861) .
Nel 1951 il 13 % degli italiani non era ancora in grado di leggere e scrivere , contro il 3 % dei paesi dell’Europa Centrale. Nel 1954 la Rai cominciò a trasmettere regolarmente e su scala nazionale. Erano gli anni del boom economico e la televisione portò nelle case degli italiani una lingua comune e una prospettiva unitaria.
Abbiamo molto di che essere grati alla televisione, e lo siamo a tal punto da preferirla a tutti gli altri mezzi d’informazione. Secondo il Censis, il 46 % degli italiani si divide tra chi si informa solo in Tv e chi si informa prevalentemente in Tv .
Ed è ancora più alto (70 %) il numero di chi, durante le campagne elettorali, decide cosa votare anche grazie ai telegiornali.
Ps: Il Tg1 delle 20 viene visto da 6-7 milioni di persone…

Articolo sull'analfabetismo in Italia da Bibliolab.it.
Ricerca Censis sui mezzi di informazione utilizzati dagli italiani per formare la propria scelta di voto (riferita alle Europee del 2009).

10 Al servizio di chi?

(Il video mostra alcuni spezzoni dei celebri editoriali del direttore del Tg1 Augusto Minzolini)
E se la linea editoriale viene decisa in ultima analisi dal Parlamento, è evidente che abbiamo un problema, perché un sistema così strutturato non potrà mai fare veramente l’interesse del pubblico, quale che sia il suo colore politico.

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